Trattamento della Cefalea
La cefalea patologia comunemente conosciuta come “mal di testa”, è un disturbo caratterizzato da dolore nelle regioni craniche che può essere talora accompagnato da vari segni e sintomi.
Due persone adulte su 10 hanno mal di testa.
Quasi sempre le prime manifestazioni del mal di testa risalgono all'eta' infanto-giovanile.
Come tutte le malattie, la cefalea va curata il piu' presto possibile.
E' fondamentale che il riconoscimento della patologia avvenga senza ritardi e che si intervenga non solo con gli analgesici ma con le cure piu' appropriate per ogni singolo soggetto.
Le cefalee sono state per vario tempo considerate una patologia banale, poiché non modificano la prognosi quoad vitam, ma in realtà non lo sono se si pone l’accento non solo sugli aspetti prettamente clinici della patologia, ma sul completo benessere psicofosico del paziente; e non lo sono se si considera l’impatto socioeconomico della patologia in relazione all’elevata prevalenza.
Presso l'Istituto di Neuroscienze opera la Dr.ssa Chiocchetti, specialista in Neurofisiopatologia, che per oltre 10 anni ha frequentato l’ambulatorio del Centro Cefalee ed Algie Faciali della II° Clinica Neurologica di Careggi, Direttore Prof. G. Arnetoli.
La Dr.ssa Chiocchetti è presente all'Istituto il martedì pomeriggio, ed, in casi selezionati, offre i seguenti protocolli di intervento:
- Protocolli di trattamento delle crisi cefalalgiche acute in day-center
- Trattamento cefalea con Tossina Botulinica in regime di day-center
- Trattamento di disintossicazione in cefalee con abuso di analgesici
- Trattamento cefalea con Tossina Botulinica in regime di day-center
- Trattamento di disintossicazione in cefalee con abuso di analgesici
CLASSIFICAZIONE DELLE CEFALEE
Le cefalee vengono distinte in due classi principali: CEFALEE PRIMARIE e CEFALEE SECONDARIE.
Al primo gruppo appartengono le forme che più frequentemente incontriamo nella pratica clinica:
1. Emicrania
2. Cefalea di tipo tensivo
3. Cefalea a grappolo ed altre cefalee autonomiche trigeminali
Nel gruppo delle cefalee secondarie vengono comprese patologie (es: cefalea da trauma del cranio e del collo, cefalea attribuita a patologie vascolari craniche e cervicali, cefalea attribuita ad infezioni ecc…) in cui la cefalea rappresenta soltanto uno, e spesso non il più importante, sintomo derivato da una patologia sottostante.
Al primo gruppo appartengono le forme che più frequentemente incontriamo nella pratica clinica:
1. Emicrania
2. Cefalea di tipo tensivo
3. Cefalea a grappolo ed altre cefalee autonomiche trigeminali
Nel gruppo delle cefalee secondarie vengono comprese patologie (es: cefalea da trauma del cranio e del collo, cefalea attribuita a patologie vascolari craniche e cervicali, cefalea attribuita ad infezioni ecc…) in cui la cefalea rappresenta soltanto uno, e spesso non il più importante, sintomo derivato da una patologia sottostante.
Le cefalee primarie costituiscono una patologia assai frequente in particolare l’emicrania ha una prevalenza del 6% nei maschi e del 16% nelle femmine, la cefalea tensiva ha una prevalenza del 36% nei maschi e del 42 % nelle femmine.
L'emicrania è una malattia complessa, caratterizzata da una condizione di disfunzione neurovascolare, che rende il soggetto particolarmente sensibile a numerosi fattori in grado di precipitare gli attacchi. La componente genetica condiziona la soglia individuale per gli attacchi emicranici; alla vulnerabilità individuale ereditata, tuttavia, vengono a sovrapporsi, agendo in senso modulatorio, tutta una serie di determinanti ambientali di vario tipo (ritmo sonno veglia, fluttuazioni ormonali, fattori psicosociali ecc..)
L'emicrania è una malattia complessa, caratterizzata da una condizione di disfunzione neurovascolare, che rende il soggetto particolarmente sensibile a numerosi fattori in grado di precipitare gli attacchi. La componente genetica condiziona la soglia individuale per gli attacchi emicranici; alla vulnerabilità individuale ereditata, tuttavia, vengono a sovrapporsi, agendo in senso modulatorio, tutta una serie di determinanti ambientali di vario tipo (ritmo sonno veglia, fluttuazioni ormonali, fattori psicosociali ecc..)
Clinicamente l’emicrania può essere descritta come un disturbo idiopatico che interessa tipicamente l’età giovane adulta, prevalente nel sesso femminile, la principale caratteristica è la comparsa accessuale di episodi di cefalea con periodi intervallari completamente liberi da dolore. Nell’attacco emicranico il dolore è tipicamente pulsante, unilaterale, di intensità moderata o severa che peggiora con la normale attività fisica e che si associa frequentemente a nausea, foto/fonofobia, con durata da alcune ore fino a 12 ore-3 giorni. La presenza o meno di sintomi e/o segni neurologici transitori (visivi, sensitivi e motori) che precedono o molto meno frequentemente accompagnano la fase algica permettono di distinguere le due forme di emicrania con e senza aura.
La cefalea tensiva è una patologia multifattoriale ed è proprio questo fattore che non permette di individuare meccanismi eziopatogenetici specifici.
Tale cefalea è di gran lunga la più frequente e colpisce prevalentemente il sesso femminile con un’insorgenza solitamente intorno ai 30 anni; gli episodi di cefalea durano da minuti a giorni con dolore di qualità tipicamente compressivo-costrittivo, intensità lieve o moderata con variazioni durante il giorno. Tipicamente la localizzazione è bilaterale, in regione frontotemporale e/o parietale ed è caratteristica la distribuzione “a fascia” o “a casco”; il dolore viene generalmente descritto come senso di oppressione, pesantezza, il vomito è assente, la nausea quando è presente è di lieve entità, talora è presente una aumentata dolorabilità dei muscoli pericranici.
La cefalea a grappolo è una malattia prevalente del sesso maschile, l’età media di insorgenza è intorno ai 30 anni, clinicamente si caratterizza per la presenza di una particolare peculiare periodicità con alternanza di periodi attivi definiti “grappoli” e di fasi di remissione.
Le caratteristiche di ciascun attacco sono l’elevata intensità del dolore, la rapidità d’inizio, la breve durata e frequenza giornaliera o plurigiornaliera, gli attacchi durano in genere dai 15 ai 180 minuti, il dolore è di tipo trafittivo-lancinante rigorosamente unilaterale in regione orbitaria più raramente sovraorbitaria e/o temporale e si associano una ricca serie di sintomi neurovegetativi: lacrimazione, iniezione congiuntivale, ostruzione nasale, rinorrea, ptosi palpebrale, miosi.
Tutte le forme elencate possono essere trattate, ma è anzitutto necessaria una corretta diagnosi di cefalea primaria ottenuta mediante l’accurata raccolta della storia clinica, la negatività dell’esame neurologico e l’esclusione di patologie focali o sistemiche potenzialmente responsabili di cefalee secondarie.
Il trattamento quindi può essere sia sintomatico che preventivo; la terapia di tipo preventivo viene ad essere programmata nel caso in cui ci sia la presenza di 2 o più attacchi al mese, disabilitanti per intensità, durata e/o sintomi di accompagnamento o un uso eccessivo dei farmaci sintomatici.
Tali strategie terapeutiche studiate su ogni singolo paziente possono determinare un netto miglioramento della qualità di vita.

